giovedì 14 aprile 2011

Eco ingegneria per salvare gli anfibi

Gli anfibi sono una delle classi animali più a rischio, il 41 per cento, infatti, è in pericolo d’estinzione. Per questo motivo, un team di ricercatori ha proposto progetti di eco-ingegneria per proteggerli dal cambiamento climatico.
Lo studio, pubblicato sulla rivista  Journal of Applied Ecology , ha individuato una vasta gamma di soluzioni di gestione ambientale che potrebbero essere fondamentali per la sopravvivenza di questi animali, la cui principale minaccia è rappresentata dalla perdita di habitat prodotta dal riscaldamento globale. Secondo gli esperti, infatti, è necessario creare rifugi o microhabitat.
Tra rimedi c’è un sistema d’irrigazione portatile per aumentare l’umidità del terreno fertile e quindi il beneficio delle specie che depongono le loro uova tra il fogliame bagnato, come ad esempio alcune rane originarie dell’America Centrale, la cui popolazione è a rischio a causa della siccità. O integrare lo strato di fogliame con foglie addizionali nelle zone in cui scarseggiano. Dove possibile, e nel caso degli anfibi che si riproducono ponendo le loro uova tre la foglie di bromeliacee, una strategia sarebbe quella di creare luoghi di riproduzione artificiale come è già stato fatto per le velenose Dendrobates (rane freccia rosse e blu) che vivono nella zona dell’America Centrale e nel Sud America.
Per il momento, però, si tratta di progetti pilota ancora in via di sperimentazione. L’idea dei ricercatori è quella di raccogliere proposte, effettuare dei test e in base a i risultati scegliere


giovedì 7 aprile 2011

Arte, Design, Architettura, Ingegneria, declinare il «Manifesto» di Ecohousing Art

IL PRIMO LABORATORIO ITALIANO DELL'INDUSTRIA DELL'ABITARE IDEECOSTRUTTIVE PER L'ECOLOGICA INTEGRAZIONE ABITATIVA

SONO AMMESSI A PARTECIPARE

Categoria Junior:
Arte – Studenti di Scuole d’Arte che abbiano compiuto il 18° anno d’età al 31 ottobre 2009, Artisti di età compresa tra i 18 e i 30 anni compiuti al 31/10/2009.
Design – Studenti regolarmente iscritti alle facoltà di Architettura, alle Accademie d’Arte o ad Istituti di Arti applicate, Designer di età compresa tra i 18 ed i 30 anni compiuti al 31 ottobre 2009.
Architettura, Ingegneria – Studenti regolarmente iscritti alle facoltà di Architettura o di Ingegneria. Architetti o ingegneri neo laureati, ma non ancora iscritti all’Ordine degli Architetti P.P.C. o all’Ordine degli Ingegneri. Studenti regolarmente iscritti agli Istituti tecnici e d’arte applicata che abbiano compiuto il 18° anno d’età al 31 ottobre 2009, oppure diplomati, senza limiti di età.

Categoria Senior:
Arte – Artisti
Design – Architetti o Designer Professionisti, Società e Studi.
Architettura – Ingegneria – Architetti o Ingegneri iscritti all’Ordine degli Architetti P.P.C. o all’Ordine degli Ingegneri; Società e Studi il cui legale rappresentante sia regolarmente iscritto all’Ordine degli Architetti P.P.C. o all’Ordine degli Ingegneri.

In caso di partecipazione tramite Studi, Società o gruppi, l’iscrizione deve essere effettuata da parte del legale rappresentante o di un capogruppo e dovrà contenere tutti i nominativi e i recapiti delle persone che partecipano alla realizzazione dell’opera o del progetto.
AVVERTENZE PER I PARTECIPANTI AL CONCORSO
Le appartenenze richieste dovranno essere dichiarate nel modulo d’iscrizione.
Il mancato rispetto dei requisiti, dichiarazioni mendaci, comporta l’esclusione dal concorso in qualunque fase venga accertata da parte di House Company.

House Company si riserva la facoltà di effettuare variazioni alle date, con lo scopo di agevolare la partecipazione dei protagonisti.
SEGRETERIA DEL CONCORSO
Per eventuali chiarimenti o richieste di informazioni contattate:
Tel. 039 24 99 190 – Fax. 039 23 24 894 » Scriveteci
PREMESSA DALLA COORDINATRICE DEL CONCORSO ECOHOUSING ART

Paulo Coelho nel suo libro “l’Alchimista” … Chiunque tu sia o qualunque cosa tu faccia, quando desideri una cosa con volontà, è perché questo desiderio è nato dall’anima dell’universo. E quando tu desideri qualcosa, tutto l’universo cospira affinché tu realizzi il tuo desiderio… e noi di House Company lo sappiamo bene.
Stiamo costruendo con voi e grazie a voi il nostro desiderio, che è quello di dare vita ad un laboratorio interdisciplinare in cui opere e progetti possano emergere ed essere catturati dal sistema Paese, perché siamo visionari e immaginiamo un futuro costruito con l’energia pulita della mente e lo sforzo creativo di molti di voi.

Il nostro desiderio di realizzare Ecohousing Art ci ha permesso e ci permette di conoscere le vostre idee, di percorrere insieme un pezzo di strada accompagnandovi per un tratto nel vostro viaggio verso la realizzazione dei vostri desideri che ogni giorno prendono forma in questa nostra casa aperta per voi, che sta diventando uno spazio di cohousing per idee eco: noi stessi diventiamo parte di quell’universo che cospira affinché possiate realizzare le vostre opere e i vostri progetti.

Guardandoci attorno, analizzando i fenomeni contemporanei che abbracciano l’arte, l’architettura, il design stiamo rilevando un importante processo di trasformazione degli oggetti in soggetti dell’abitare per due motivi molto semplici:
da un lato gli oggetti portano il carico delle idee e delle energie di più menti creative e di importanti spiriti imprenditoriali, dall’altro le persone si accostano agli oggetti non più in modo meramente funzionale o meramente estetico o – peggio – compulsivo; esiste un vero e proprio scambio di emozioni ed un senso di appartenenza dinamica ed affettiva che spinge a circondarci della sobria lussuosità di queste presenze oggettuali da cui ci lasciamo accompagnare nel quotidiano, in una riscoperta dimensione di benessere e di cultura dell’abitare.

Questa trasformazione, che coinvolge profondamente tutte le vostre progettualità a livello più o meno conscio, è un processo lento e in divenire che noi vogliamo a tutti i costi mostrare e rilanciare perché è in questa direzione che muove il futuro, assieme alle nuove esigenze legate alla sostenibilità di processi e materiali.
Per questo abbiamo deciso di allungare i tempi del concorso, perché il tempo diventi uno strumento posto a vantaggio di tutti i soggetti coinvolti per il raggiungimento di obiettivi condivisi.

A voi partecipanti viene riconosciuto più tempo per coniugare impegni professionali o di studio con Ecohousing Art, voi utenti giuria popolare meritate di vedere tutti i processi creativi di opere e progetti che ancora non sono stati caricati e che non potranno rendersi visibili solo a idee concluse.
AVVERTENZA AI PARTECIPANTI (GIÁ ISCRITTI ALLA DATA DEL 20/12/2010)
Da dicembre le pagine delle opere e dei progetti sono ancora più glamour, facili e divertemti da consultare. Tutte le votazioni sinora accumulate sono valide.
A tutti auguro un grande successo.


CITTA’ ECOLOGICHE: UN INGEGNERE MECCANICO ITALIANO TRA I PROTAGONISTI NELLA REALIZZAZIONE DI MASDAR CITY, VICINO AD ABU DHABI


image

Premessa
Lunedì 06 luglio 2009 il quotidiano City (www.city.it) ha pubblicato un' intervista di Ketty Areddia a LUCA GUALA, ingegnere meccanico nativo di Cagliari che in prossimità di Abu Dhabi, Capitale degli Emirati Arabi Uniti, sta attivamente collaborando per la realizzazione di Masdar, una città sperimentale concepita per essere autosufficiente a livello energetico, senza alcuna dipendenza da combustibili inquinanti ma, viceversa, sfruttando in pieno le sole fonti naturali rinnovabili.
Progettata dallo studio di architettura inglese Foster and Partners, la città conterà esclusivamente sull'energia solare, nella avveniristica prospettiva di raggiungere una percentuale pari a zero delle emissioni di carbonio e nell’ottica di una piena eco-sostenibilità ambientale grazie al riciclo di ben il 98% dei rifiuti prodotti. La città si estenderà per circa 6km quadrati ed è situata a circa 30km a est della capitale degli Emirati, in prossimità dell'aeroporto internazionale di Abu Dhabi.
Madinat Masdar, questo il nuovo della futuristica città, è stata fortemente voluta dallo sceicco Mohammad bin Zayed Al Nahyan, costerà complessivamente circa 22 miliardi di dollari e sarà interdetta alle automobili, in sostituzione delle quali potranno circolare circa 2.500 navette a carbonio zero che percorreranno 150.000 itinerari al giorno. L’energia sarà ricavata esclusivamente da fonti naturali e rinnovabili (impianti fotovoltaici ed eolici) che, da calcoli effettuati, dovrebbero garantire risparmi pari a oltre due miliardi di dollari di petrolio nei prossimi 25 anni. La città - si legge in Wikipedia - ospiterà, almeno all’inizio, 50.000 persone, 1.500 imprese e, soprattutto, l’avveniristico Masdar Institute of Science an Technology, polo universitario realizzato in collaborazione con il Massachusetts Institute of Technology e dedicato esclusivamente allo studio e alla ricerca nel campo delle energie rinnovabili.
In questo avveniristico progetto, iniziato nel 2006, partecipano a vario titolo anche altri colossi mondiali quali General Electric, BP (British Petroleum), Royal Dutch Shell, Mitsubishi, Rolls-Royce, Total S.A., Mitsui, Fiat, e la tedesca Conergy, azienda leader in Europa nel mercato della produzione di energia solare che sta progettando una centrale solare termodinamica da 40 MW.

In questa intervista l’ing. Guala, già collaboratore del CRIMM (Centro di Ricerca sui Modelli di Mobilità) all’Università di Ingegneria di Cagliari e consulente tecnico per le aziende di trasporto di rifiuti pericolosi, ci parla del contributo che sta rendendo nella realizzazione del progetto Masdar City, nel quale è impegnato attivamente nella parte relativa al sistema di trasporto personale e robotizzato a zero impatto emissioni inquinanti.
image

L'intervista
Che cos’è il trasporto personale ecologico di cui è padre?Chiariamo subito: non ho inventato nulla. Ho solo applicato a un progetto complesso un’invenzione altrui, il Personal Rapid Transit (PRT) o taxi automatico (nella foto, ndr). Il PRT, a differenza del trasporto pubblico non segue percorsi fissi né orari fissi, non si ferma a prendere altri passeggeri e non richiede trasferimenti da un mezzo all’altro. I clienti sono trasportati a destinazione come in un taxi. Solo che, a bordo, invece del guidatore ci sarà un sistema di computer, e a terra, al posto dei binari ci saranno dei magneti. I viaggiatori si sposteranno da soli in tutto comfort e sicurezza: i computer non fanno errori di guida. 
image

Com’è venuta l’idea di costruire un sistema di trasporti ecologico? 
Masdar City sarà il primo esempio di città a zero emissioni. È chiaro che non si potevano fare entrare le auto e i veicoli dovevano essere tutti elettrici. Ci voleva qualcosa che evitasse i trasferimenti e che garantisse la privacy, valore molto sentito ad Abu Dhabi. Ero a conoscenza del progetto per una linea di PRT in corso di costruzione al terminal 5 di Heathrow e ho proposto qualcosa di simile. È piaciuto agli architetti di Norman Foster (che sta progettando tutta la città n.d.r), così abbiamo vinto la gara. 

Perché non si è mai fatto un sistema di trasporti su magneti in Italia o negli Usa?
L’Italia non è un paese molto aperto alle innovazioni di questo genere a livello legislativo. Ci sarebbero, ad esempio, enormi problemi con l’omologazione. Negli Usa un sistema simile esiste e funziona da 30 anni a Morgantown, nel West Virginia, e ci sono molti progetti in attesa di finanziamenti. Un altro sistema simile è quasi pronto all’aeroporto di Londra Heathrow. Nessuno di questi usa la guida su magneti ma il principio del “taxi automatico” è lo stesso. 

Funzionerà solo per piccole realtà come Masdar?
Prevedo che inizialmente il PRT sarà applicato a piccole realtà. Ma non è da escludere che un giorno possa essere esteso a intere città. Anche a Masdar non c’è solo il PRT ma anche una linea di tram che attraversa la città. Avendo a disposizione un sistema di trasporto accessibile e di qualità, si potrebbero accettare limitazioni al traffico motorizzato e restituire alla vita sociale una parte delle città. 
image

Masdar City è stata soprannominata la città del post-petrolio. Quanto inquinerà?
Masdar City non inquinerà, ricaverà tutta la sua energia dal sole, dal vento e dalla combustione dei suoi stessi rifiuti. L’obiettivo è di raggiungere la neutralità nelle emissioni di anidride carbonica e non più del 2% di rifiuti non recuperati (riciclo, riutilizzo, produzione di energia, etc.). 

Come mai è stata voluta dagli sceicchi, che problemi di petrolio non ne hanno? 
L’Emiro di Abu Dhabi ha una visione per il futuro molto ambiziosa. Vuole che il suo Paese, che oggi è nella “lista nera” dei Paesi con la maggiore impronta di carbonio al mondo, diventi rispettoso dell’ambiente ed efficiente nei consumi energetici. È consapevole che il petrolio che oggi arricchisce gli Emirati Arabi non durerà all’infinito e si prepara ad affrontare il futuro. Desidera che Abu Dhabi, oggi leader nella produzione di energia “fossile”, rimanga leader anche con le fonti d’energia alternative. 

Come si presentano oggi i 7 km quadrati di Masdar?
Negli ultimi due anni sono andato a Madar City almeno una volta al mese. Le prime volte era solo un rettangolo di deserto vicino all’aeroporto, ora è un immenso cantiere che lavora su tre turni, giorno e notte. 

Essendo in mezzo al deserto non avrà un impatto troppo forte sull’ambiente?
Per costruire Masdar City non è stato abbattuto un albero né deviato un corso d’acqua, dato che non ce ne sono. Ma l’ambiente del deserto è molto delicato quindi non so valutare il tipo di impatto. Si tratta comunque di una zona già molto antropizzata: è vicina all’aeroporto e compresa fra due autostrade. Certo, i problemi tecnico-ambientali sarebbero stati minori in altre parti del mondo, ma Abu Dhabi non offre altro che deserto... 

La questione delle risorse idriche come verrà risolta?
L’acqua arriverà tutta dai desalinatori, visto che non esistono fonti di acqua dolce. L’energia per la desalinizzazione verrà dal sole, dal vento e dalla combustione dei rifiuti. Le acque reflue saranno depurate e riciclate più volte per ridurre al minimo il consumo, e infine usate per irrigare. Il sale marino sarà recuperato. 

Nella vita sta attento a non inquinare?
Sì. A casa abbiamo lampade a basso consumo, non condizionatori ma ventilatori, una sola auto e di piccola cilindrata, ci muoviamo in bici compatibilmente con la bimba piccola... La mia “macchia nera” è una passione per le vecchie moto...